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IL CORSARINO
 
Questo modello è stato un ciclomotore solo a termini di legge: per tutti gli appassionati, infatti, era un’autentica piccola moto e per di più a quattro tempi! Oggi il “cinquantino” Morini, dopo essere stato popolarissimo per anni, è diventato addirittura “mitico”.

All’inizio degli anni Sessanta la Morini, vista la situazione del mercato motociclistico e visto che, pur in una situazione di forte crisi, il Corsaro era da noi uno dei modelli di maggior successo, decise di realizzare un ciclomotore.

Naturalmente avrebbe dovuto essere a quattro tempi, anche se ciò avrebbe comportato un aumento dei costi per rimanere in linea con le scelte della Casa, che ormai da anni era diventata strenua paladina di questo tipo di motore.

Il nuovo modello fu realizzato inizialmente in due versioni che entrarono in produzione pressoché contemporaneamente. Si trattava di un telaio aperto superiormente, denominato ufficialmente V (ma quasi sempre veniva chiamato “Donna”), che non incontrò molto successo, e di un modello di impostazione sportiva, con sella lunga e semimanubri, denominato Z che incontrò subito i favori del pubblico.

Il motore, dal cilindro sensibilmente inclinato in avanti, era dotato di un cambio a tre marce con comando a manopola.

 
MODELLO “V”
 
MODELLO “Z”
 
In alto, due esemplari della prima e dell’ultima versione del Corsarino “Donna”; nell’ultimo periodo di produzione la Casa realizzò una variante più economica di questo modello, privandolo (come si può osservare) della sospensione posteriore. Sotto, due esemplari del primo (si noti in particolare la sella bicolore, strettamente “imparentata” con quella del Corsaro Veloce dell’epoca) e del penultimo anno di produzione del Corsarino Z. Nato a tre marce, questo modello è stato munito di cambio a quattro rapporti, con comando a pedale sul lato sinistro, nel corso del 1966.
 
MODELLO “ZT”
  Lo ZT era in tutto analogo allo Z, eccezion fatta per la sella e il manubrio; si noti il portapacchi sul parafango posteriore
 

Lo Z aveva un interasse di 1120 mm e pesava a secco 55 kg.

Un paio di anni più tardi entrò in produzione lo ZT che, sostanzialmente, differiva dallo Z per il manubrio alto, la sella corta e la presenza di un portapacchi.

Nel 1965 la Morini presentò lo ZZ, inizialmente realizzato in pochissimi esemplari, con cambio a tre marce comandato a pedale (ben presto adottato anche sullo Z); questo nuovo modello, ancora più sportivo, aveva un codino dai tipici ovali bianchi “portanumero” (in effetti vi era applicata una decalcomania del “Corsarino”) ed entrò in produzione di serie definitiva qualche mese più tardi con il nuovo cambio a quattro rapporto, sempre comandato a pedale.

Nel 1966 ai suoi modelli “stradali” la Casa bolognese affiancò lo Scrambler; dotato fin dall’inizio di cambio a quattro marce, caratterizzato dalla linea grintosa e accattivante e di un serbatoio di grande capacità.

Nel 1967 solo il modello V impiegava ancora il cambio a tre marce (nel 1968 e nel 1969 anch’esso venne comunque dotato del quattro marce a pedale).

 
MODELLO “ZZ”
 
 
Il Corsarino ZZ è stato popolarissimo tra i giovani per molti anni. Dotato di buone prestazioni, era divertentissimo da guidare, robusto e longevo. Le foto mostrano alcune delle versioni più importanti (la Casa provvedeva con cadenza pressochè annuale ad apportare piccoli ritocchi estetici). L’immagine in alto a sinistra mostra uno dei pochissimi esemplari costruiti nella primavera del 1965 ed affidati ai concessionari come autentici pezzi da “preserie”; il cambio era ancora a tre marce (ma con comando a pedale!) e la colorazione della sella e del bauletto era invertita rispetto a quella utilizzata in seguito.
  Del Corsarino è stata realizzata anche una versione di 60 cm3 (con alesaggio e corsa portati dagli originali 41x37 mm a 44x40 mm), destinata ad alcuni mercati (come quello USA, ove il modello era denominato Pirate).

Nel 1970 sono scomparsi dal listino sia il V che lo Z e lo ZT ed è entrato in produzione il Super Scrambler, dotato di una moderna forcella telescopica idraulica e di un serbatoio notevolmente più piccolo di quello dello Scrambler (munito dello stesso nuovo telaio a doppia culla continua). Lo ZZ, profondamente riveduto a livello estetico, ha ricevuto nuovi bauletti.

Negli anni successivi questi modelli sono stati oggetto di modifiche fondamentali di natura estetica. Gli ultimi esemplari del Corsarino sono stati commercializzati nel 1977.

Il motore, autentico capolavoro di semplicità e di razionalità al tempo stesso, aveva la distribuzione ad aste e bilancieri, con valvole parallele, l’accensione a volano magnete e la trasmissione primaria (posta, contrariamente alla tradizione della Casa, sul lato destro, ove si trovava anche l’albero a camme) a ingranaggi. Per l’alimentazione, a seconda delle versioni, veniva impiegato un carburatore Dell’Orto SH 14/12/2 o un più performante UA 15 BS.

SCRAMBLER
 
SUPER SCRAMBLER
 
In alto, due esemplari di diverse versioni del modello Scrambler, con il serbatoio di notevole capacità e con il caratteristico tubo di scarico rialzato. Le due foto inferiori mostrano due Super Scrambler. Questo modello, con il quale ha fatto la sua comparsa il nuovo telaio a doppia culla continua, era dotato di forcella telescopica idraulica a canne scoperte.
visualizza l'articolo originale pubblicato su "Moto Storiche" nr. 99 dell'agosto 2004 scarica l'articolo